“Futuro e Liberta’”: destra o sinistra?

Negli ultimi giorni ho seguito varie discussioni sulla natura del nuovo partito Futuro e Liberta’, dove alcuni sostengono sia un partito di destra (intendiamo, piu’ a destra del PDL), altri di centro (vedi vari flirt con Casini e Rutelli), altri addirittura di sinistra.

Innanzitutto io ritengo che queso dimostri come in questo periodo non ci siano piu’ riferimenti chiari, abbiamo per cosi’ dire perso la bussola. Quel che succede e’ che le vecchie scatole con cui cercavamo di capire il mondo non vanno piu’ bene, ovvero le etichette destra e sinistra non possono piu’ essere lette come pochi anni fa.

Io ho addirittura la sensazione che una delle ragioni del ritorno delle “destre” in Europa negli ultimi anni in realta’ sia il risultato del successo delle “sinistre”. Nessuno infatti rimette piu’ in questione lo stato sociale con un buon livello di servizi pubblici e intervenzionismo anche in campo economico. Le politiche socialdemocratiche sviluppate in tutta Europa negli ultimi 20 anni in pratica hanno reso i cittadini viziati e ormai abituati a certi vantaggi che ormai non sono piu’ in discussione (in francese dicono “les acquis”, i diritti ormai acquisiti). Tutto cio’ e passato, fatto, acquisito: il socialismo all’Europea ha vinto.

E nel 2010, quello che ora tutti temono e’ proprio il fatto di perdere i vantaggi e il benessere conquistato, in particolare il rischio che l’immigrazione indiscriminata possa intaccare o ridurre la nostra qualita’ della vita. Ora che ci siamo battuti per avere sanita’, educazione, autostrade, pensioni, posta e quant’altro (con livelli di efficienza diversi in varie parti di Europa, ma comunque servizi pubblici che esistono), abbiamo paura di perderli.

Ed ecco dunque la “destra”. Intesa come difesa del nazionalismo, chiusura all’altro, al diverso, forza pubblica che difenda il buon cittadino dentro dai cattivi fuori. Ecco la Lega, ecco le tendenze espulsioniste di Sarkozy, l’estrema destra in Svezia e in Olanda.

Allora dove piazzare Futuro e Liberta’? Dalle parole del discorso di Fini non mi sembra che si sia inventato niente di nuovo: nazione, legalita’, lavoro, famiglia, morale, valori tradizionalissimi. Sembra dover ripartire dal patto sociale di Rousseau a cui si aggiungono capisaldi della destra conservatrice.

Ma visto lo stato disastrato della legalita’ in Italia, questo punto (che sembra rispecchiare la destra piu’ conservatrice), si ritrova oggi pienamente giustificato dalla disinvoltura degli affari del Cavaliere negli ultimi 15 anni.

E’ sempre un discorso che fa paura e che puo’ aprire porte ad usi sviati e abusi della forza pubblica. Bisogna pero’ riconoscere che Fini ha messo in chiaro che il rispetto della persona (di tutti gli orizzonti, religioni o colori) e’ altrettanto fondamentale e cio’ dovrebbe fissare i necessari limiti al potere dello Stato.

Allora destra o sinistra? Io dico: premesso che queste etichette non hanno piu’ lo stesso significato di una volta, ritengo che il partito di Fini sia tradizionale, conservatore, statalista e umanista, il tutto per ora a parole.

Essere vittima di discriminazioni sembra aver fatto bene a Fini. Si ricomincia proprio da zero.

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