Etica pubblica e vita privata for dummies

Il primo ministro ha diritto alla sua privacy come a tutti gli altri cittadini?

Mi piacerebbe dire di si, se la sua privacy non avesse la minima influenza sul suo ruolo politico. Ma purtroppo no, ovviamente, ci sono vari motivi per cui qualunque primo ministro non ha diritto ad una privacy totale viste le sue responsabilita’ istituzionali.

E’ come dare le chiavi della macchina ad un amico, a cui si da la responsabilita’ di guidare la macchina in cui viaggiamo. Certo che a priori non gli faccio il test del palloncino, pero’ poi se scopro che ad ogni autogrill si fa il grappino di nascosto e’ diverso.

Piu’ concretamente, e seriamente, i vizi privati di una carica pubblica rappresentano 3 tipi di rischi per il Paese.

Ed essendo rischi, un paese serio li deve saper gestire preventivamente.

1. Rischio di infiltrazioni di informatori

Fra le varie persone che possono entrare ed uscire da giri sottobanco potrebbero esserci (e a credere quanto si e’ letto, almeno due casi ci sono stati) informatori mandati da mafie, da altri paesi, o malviventi. Una volta in loco si puo’ immaginare di tutto: l’informatore puo’ ascoltare e riferire conversazioni; puo’ osservare relazioni; puo’ installare cimici; puo’ riferire dell’architettura dei locali e dei sistemi di sicurezza; puo’ rubare, o nascodere, cose; puo’ anche piu’ subdolamente introdurre  informazioni (vere o false) che arrivino all’orecchia giusta. Ripeto che si tratta di rischi, non sto affermando che queste cose si siano verificate, ma e’ un rischio ben pubblico e non privato.

2. Rischio di subire influenze sulle decisioni pubbliche

E’ facile immaginare che un uomo con il vizio (per esempio) delle belle donne si possa far distrarre in qualunque situazione da un décolleté o dei biei fianchi. Qualunque controparte puo’ facilmente usare questi metodi anche per construire un rapporto preferenziale. Per esempio, basterebbe presentarsi a questo uomo con un harem di belle ragazze per conquistarsi subito il suo interesse, rispetto ad altre controparti che magari lo invitano invece a convegni ed incontri politici tradizionali.

3 Rischio di influenzare (anche involontariamente) la propria vita pubblica

La persona con un vizio nascosto, pur senza influenze esterne, organizza il suo tempo e la sua vita anche in base ai vincoli del vizio. Si tiene conto di non organizzare incontri di lavoro in certe scadenze. Si tiene conto di avere le persone giuste attorno a se’, che in qualche modo possano giocare un ruolo anche nella vita parallela. Faccio l’esempio chiaro a tutti del fumatore dipendente che si innervosisce appena si chiude in una stanza dove e’ vietato fumare; che cerca freneticamente il balcone; che richiede pause frequenti per andare a fumare; che preferisce lavorare con altri fumatori, o persone tolleranti, piuttosto che con workaholic che si chiudono dentro a lavorare per ore; e che manda i suoi assistenti a comprare le sigarette, per non restare mai senza. In altre parole, una perdita di tempo, di energie, e un impaccio quotidiano da trascinarsi dietro. Un peso inutile (vedi nota).

Pensiamo al caso di Obama: crediamo che possa fare quello che gli pare la sera?

No: al contrario, e’ purtroppo addirittura schiavo del suo ruolo. Forse ha davvero la valigetta coi codici nucleari sotto al letto… E’ protettissimo dalla sicurezza, non puo’ uscire in spazi esterni liberamente, non puo’ricevere chiunque, ed e’ addirittura sottoposto a visite mediche regolari per assicurarsi che non sia limitato nelle sue capacita’. E purtroppo anche la sua famiglia si ritrova con liberta’ ridotte.

Estrapolate i tre fattori di rischio al caso Ruby, e si capisce che e’ roba da dimissioni immediate che dovrebbero essere pretese dalle stesse persone che gli hanno dato le chiavi per guidare.

 

(Nota: voglio dire che un fumatore non dovrebbe assumere cariche pubbliche? La questione non e’ il fumo o un altro vizio in se’: la questione e’ se questa zavorra e’ cosi’ pesante da ridurre il lavoro per cui si e’ eletti).

3 risposte a “Etica pubblica e vita privata for dummies

  1. secondo e l’uomo è costituito di razionalità e istinto e quindi indenpendentemente dalla carica pubblica che occupa può fare quel che vuole.
    quello a cui assistiamo oggi nei confronti di berlusconi è solo un attacco politico.
    consapevole anchio che ormai il berlusconismo sia al tramonto, non scorgo però all’orizzonte tra i vari schieramenti politici valide alternative atte a risolvere i problemi che questo paese si trascina da più di cent’anni

  2. Manca un pezzo! importante, a mio avviso….
    Nella sua vita privata un rappresentante pubblico non può, come tutti gli altri e ancora di più degli altri, trasgredire la legge…
    Quindi non può pagare le donne in cambio di sesso perchè è prostituzione (reato perseguito dal nostro codice penale), nè può fare sesso con minorenni perchè… sempre reato è….

    • Ciao Laura,

      Se i reati fossero verificati, ovviamente, sarebbe ancora peggio.

      Pero’ i rischi per la societa’, con un comportamento privato deviato, esistono anche senza arrivare ai reati.

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