Dimissioni di Berlusconi: cosa cambia?

Cosa cambia? Cambia, tanto.

Questa domanda mi è stata fatta da un giornalista inglese martedi scorso quando le dimissioni sono state annunicate.

I problemi strutturali dell’Italia non svaniscono (debito, crescita, lavoro, ricerca…), potranno migliorare solo con riforme drastiche su molti anni. Ma la partenza di Berlusconi significa togliere una cappa pesante che bloccava l’Italia da anni.

Un conto è la democrazia, un altro conto è una macchina del potere che in 18 anni ha avuto tempo di piazzare uomini e leggi ad hoc per restare radicata e influente in tutti i rami. E per di più con stretti legami personali al business privato, e non parliamo di fabbriche di uova, ma di televisioni.

La situazione economica mondiale ci impone misure urgenti più che altro per calmare il panico puramente psicologico che si agita sui mercati internazionali. Non chè l’Italia stia peggio di 3 mesi fa, ma i mercati sono auto-influenzabili e seguono movimenti razionalmente irrazionali (faro’ un altro post su questo…).

Dopodiché si tratterà di ritrovare una vera stabilità politica, il che vuol dire vere elezioni e vera riforma del sistema. Non penso che il governo Monti sarà abbastanza solido da poter varare grosse rifrome. Ce n’è una sola che pero’ dovrebbe varare prima di tornare ad elezioni: e cioè quella della legge elettorale.

La legge elettorale in Italia è profondamente non democratica. E’ uno scandalo. Il sistema elettorale è l’unica legge da cui dipende tutto il resto. E’ la prima a dover essere riformata. E sapendo che la legge deve essere votata dagli stessi interessati che poi si candideranno, non è certo facile.

Ecco perchè trovo una buona idea il governo tecnico: gente in gamba che sa pensare ma che non è direttamente interessata ad un posto in parlamento come futuro della sua carriera. Io avevo pensato a Castellani, ma Monti mi va bene lo stesso. Uno che puo’ proporre e fare delle cose senza puzza di dietrismi, interessi personali e altri intrallazzi: uno che non si candiderà. Uno che fa le regole del gioco ma non parteciperà alla corsa.

Purtroppo sarà sempre lo stesso Parlamento a doverla votare, questa legge, ma almeno senza il Re Berlusconi ci saranno meno freni.

Una risposta a “Dimissioni di Berlusconi: cosa cambia?

  1. Per dirla alla Vespa, un buon leader? (al succo,che piace ai telespettatori).

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