Hanno perso le elezioni soprattutto i giornalisti

E’ già stato detto di tutto e di più sulle elezioni, cosa si puo’ dire di più.

Ma un paio di cose non sono state dette.

1 – I giornalisti italiani portano responsabilità

Fra tutte le accuse e controaccuse di autocritica, una categoria invece non si è ancora rimessa in questione: i media.

La responsabilità dei media in queste elezioni è pesantissima. Ripartiamo da zero: il lavoro dovrebbe essere di informare, di fare domance, di analizzare per capire, di investigare per capire di più.

E invece si vedono e leggono solo gli ultimi scandali del giorno, spesso non più di mezze frasi fuori contesto. Come se la frasetta sentita in un angolo di un bar possa avere segreti significati esoterici da meritare di essere gridata al mondo più di fare i conti,

Se i giornalisti facessero il loro lavoro, nessun politico oserebbe cambiare la storia, inventare storie, raccontare storie.

Se i giornalisti facessero il loro lavoro, si sentirebbero parlare le persone dei loro problemi ma anche delle loro soluzioni.

Se i giornalisti facessero il loro lavoro, sarebbero ascoltati e la gente non andrebbe sulla rete a cercare di capire da soli.

Per chi spezzare una lancia?
– Il sole 24 ore, perchè quandi si parla di soldi, si parla di cose concrete.
– Mentana, perchè si ricorda.
– Sky, per il fact checking.
– Ogni tanto La Stampa, che ha gente molto intelligente nelle pagine interne, ma sembra sempre impantanata a copiare i titoli dagli altri sulla prima.

– Tobias Piller, ah già… ma lui è tedesco e sa fare il suo lavoro.
2 – Monti non ha perso, anzi ha costruito qualcosa di solido

I giornalisti amano il sangue ma avventarsi in questo modo su Monti vuol dire aver bisogno di lenti molto spesse.

Scusate: uno che se ne stava tranquillo viene chiamato a salvare l’Italia dal disastro. Riesce, da solo o quasi, a far passare cose impossibili che nessuno dei partiti avrebbe mai fatto, sapendo di perdere immediatamente milioni di voti e di seggi in parlamento. Quando si arriva a tagliare privilegi e monopoli, i partiti non accettano. Capisce che le cose non cambieranno mai con questa classe politica, e che non c’è alternativa. Che fa?

Da zero, ripeto, zero, in due mesi riesce a far eleggere 60 persone esterne, ripeto, esterne. Malgrado una campagna elettorale sbagliata su tante cose (metodo soprattutto), 3 milioni di persone che vogliono pulizia e competenza in parlamento fanno una scelta ragionata, chiara, non impulsiva, di portare dentro una lista civica. Un 10% di voti che è praticamente il risultato annunciato, non intaccato dal non previsto boom dei 5 Stelle. E’ uno zoccolo a mio avviso particolarmente solido su cui costruire.

Nel frattempo, il suo governo continua a tenere insieme il paese fino alla prossima nomina. Gode della fiducia del Presidente da cui andrà a consultazioni e da cui sarà ascoltato. E non ha la responsabilità di trovare lui il nocciolo della matassa, mentre ha l’opportunità di giocare da bilancere.

Insomma, una prima pietra a mio avviso di una novità politica che puo’ durare e avere il suo peso.

Però la campagna elettorale è stata completamente toppata. Dovrò scrivergli apertamente e spiegare perchè, cosi al prossimo giro si ravvede.

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