Il Times affonda i giornali italiani: giusto, ma…

Il Time Magazine pubblica un articolo molto critico sulla (bassa) qualità dei giornali italiani.

Leggere l’articolo completo (in inglese) qui:

Italy’s Newspapers: Untrusted Sources

Che cosa dice il Times

Italy’s press has always been written by and for the intellectual élite

[I giornali italiano sono sempre stati scritti da e per l’élite intellettuale]

…context or background is rarely provided

[Il contesto e i riferimenti storici vengono raramente descritti]

L’osservazione chiave è che i giornali italiani sembrano scritti dai giornalisti da un lato per i politici, e dall’altro per gli altri giornalisti. Come se i giornalisti scrivessero per poi vedere cosa scriveranno poi di loro gli altri giornalisti, facendo quindi a gara per chi è più colto, più arguto, più informato, più connesso.

Si può fare un parallelo con pubblicazioni accademiche in cui ricercatori e professori documentano ricerche che devono poi essere riviste e criticate da altri ricercatori e cosi via, con un linguaggio e obiettivi specifici. Ma in questo caso, si parla di argomenti e conclavi molto specializzati, senza bisogno e senza responsabilità di informazione e di volgarizzazione.

Il risultato è che per un lettore qualunque un giornale italiano è molto difficile da leggere senza contesto. Mancano spiegazioni, background, informazioni.

Su questo non sono d’accordo

Se da un lato sono d’accordo con l’aspetto ultima notizia, gara a chi fa prima, chi ne sa di più e chi è più informato, dall’altro ci sono aspetti che invece non consolidano questa tesi.

  • se si va oltre alla prima pagina, si trovano spesso articoli e servizi molto precisi, con dati e grafici dettagliati fatti da giornalisti molto bravi e spesso con l’appoggio di esperti esterni del mondo accademico o professionale.
  • non dimentichiamo il punto dell’audience… alla fine i giornali devono comunque vendere copie e pubblicità, e devono quindi riuscire ad essere piacevoli e comprensibili. Se non lo fossero per niente sarebbe un disastro. C’è la motivazione per i giornali stessi ad essere interessanti per i lettori esiste, poi bisogna vedere se ne sono capaci.

Però viviamo in un mondo di 140 caratteri 

Se non sono i 140 caratteri, allora sono le testate. Se dobbiamo limitarci al sunto, al minimo, all’immediatamente intelligibile, riduciamo qualunque analisi e rapporto a banalità.

Il problema è che quei favolosi articoli dettagliati e ben informati delle pagine interne, li leggono in pochi.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...