Il senso di Letta per il timing

L’inevitabile deve arrivare prima o poi.

Il tempo ha fatto la sua parte, e ci si puo’ rammaricare che il sistema italiano non abbia accelerato le cose.

Dal 1994, il più ricco imprenditore del paese, che controlla i media ma soprattutto con un impero immobiliare e finanziario, si mette a decidere le regole del gioco. Definirlo conflitto di interessi economico è un eufemismo.

Un giorno o l’altro questa situazione deve venire al pettine.

Enrico Letta è arrivato alla premiership nel 2013 completamente per caso, ma ora è li dov’è. E al primo ricatto con minaccia di supposti cataclismi da parte del PDL, ha fatto una sola mossa: non perder tempo in discussioni e chiedere immediatamente la fiducia per far cadere le maschere.

Lo scacco matto è stato non perdere tempo.

Con il tempo, B ha sempre saputo aggiustare le cose sottobanco.

Il tempo permette di far dimenticare ai giornalisti (noti per la memoria corta) i fatti, per poi ripresentarli diversamente qualche settimana dopo. Il tempo permette di scovare dossier, o di distogliere l’attenzione. Il tempo permette di trovare altri argomenti da buttare sulla bilancia o fabbricare nuove notizie.

Good timing.

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